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Odontoiatria laser conservativa minimamente invasiva

Mantenere la maggior quantità di tessuto dentale possibile è l’essenza stessa dell’odontoiatria conservativa: lo scopo che si è posto è infatti non solo la salvaguardia e il mantenimento del tessuto dentale, ma anche di quello sano adiacente alle zone infette.

L’evoluzione della tecnica conservativa

La tecnologia disponibile per le cliniche odontoiatriche si è evoluta negli anni, proponendo approcci sempre più mirati al raggiungimento di questo obiettivo, arrivando infine alle più recenti innovazioni che permettono sempre maggiore controllo clinico da parte dell’odontoiatra.

Il trattamento laser-assistito si posiziona come la più avanzata tecnica di intervento minimamente invasivo per le fasi di preparazione della conservativa. Questa possibilità deriva dall’azione del laser ad erbio, che asporta il tessuto infetto per ablazione e non per abrasione, “vaporizzando” l’area trattata grazie all’elevatissima affinità della lunghezza d’onda 2490nm. Il tessuto viene rimosso pochi micron alla volta, permettendo di avere massimo controllo operativo sull’area di intervento.

Il trattamento laser-assistito si posiziona come la più avanzata tecnica di intervento minimamente invasivo per le fasi di preparazione della conservativa.

Questa metodica minimamente invasiva trova enorme vantaggio, inoltre, nella maggiore sopportazione del trattamento da parte del dente: il laser ad erbio viene infatti definito come “laser freddo”, caratteristica che evita il surriscaldamento termico anche in tessuti delicati come quello pulpare grazie alla possibilità di raffreddare la superficie irradiata sia ad aria che ad acqua.

Odontoiatria minimamente invasiva: benefici della tecnologia laser

Utilizzare il laser nella pratica odontoiatrica non significa solamente usare una strumentazione “alternativa” rispetto altre metodiche presenti, ma anche sfruttare a proprio vantaggio tutti i benefici che l’irradiazione può portare al tessuto bersaglio. Oltre l’effetto ablativo, infatti, la luce presenta intrinsecamente capacità decontaminati e biostimolanti, che portano come risultato sussidiario una proliferazione fibroblastica e neo-formazione dentinale, che portano a una maggiore risposta e qualità dei processi di riparazione pulpare. La cavità dentale, le pareti e i tubuli dentinali vengono inoltre in parte occlusi dall’irradiazione, intervenendo sulla sensibilità dentinale che viene così inibita evitandone future alterazioni.

 Le operazioni possibili in odontoiatria conservativa non si limitano alla minor invasività del trattamento: l’effetto del laser sui recettori permette di operare nella maggior parte dei casi in totale assenza di anestesia, o facendone un uso limitato sui soggetti con una soglia del dolore particolarmente sensibile. L’approccio laser si descrive quindi come una filosofia a 360°, che ha come scopo la minima invasività sui tessuti, il rispetto del dolore del paziente e migliori guarigioni, portando inevitabilmente alla migliore qualità del servizio offerto al paziente. La possibilità di intervenire gentilmente, in maniera atraumatica e soprattutto non a contatto rende l’esperienza al riunito completamente diversa per il paziente, permettendo al professionista di lavorare meglio e senza alcun sconvolgimento della propria agenda.

Il laser ad erbio in conservativa si può applicare sia nella quotidianità operativa e nelle operazioni di routine, come ad esempio l’intervento su tutte le classi di carie e su pazienti adulti e bambini compresi; ma permette inoltre di intervenire tempestivamente su casi complessi che se altrimenti sarebbero destinati a subire trattamento endodontico. La micro-invasività del laser diventa quindi strumento strategico nella gestione di situazioni particolari, ad esempio se un’operazione di demolimento fosse necessaria, permettendo di mantenere in vita il dente con conseguente beneficio per tutta la cavità orale e la struttura dentale. La delicatezza della tecnica ad erbio è inoltre particolarmente efficace dove la perdita di tessuto è già rilevante, mantenendo salvo il poco residuo rimasto.

Un caso particolare di utilizzo del laser in conservativa

In caso di incidenti su piccoli pazienti, come ad esempio il classico scontro di gioco che porta alla perdita di tessuto dentale è un particolare intervento in cui anche la psiche del paziente trova risposta, potendo intervenire a una situazione di disagio estetico che potrebbe essere altamente percepito. La necessità di intervento restaurativo praticamente completo previsto in queste situazioni prevede complicazioni diverse come la vicinanza della camera pulpare, il bisogno di una superficie di adesione sufficientemente ampia per il trattamento di conservativa se non fosse presente il dente originale, infine il dover raggiungere risultato estetico come da situazione iniziale.

bambino dal dentista
Il laser a erbio in conservativa permette di di operare col massimo comfort per donare nuovamente serenità funzionale ed estetica al piccolo paziente.

Utilizzare strumenti rotanti in queste situazioni è sconsigliato in quanto la perdita di tessuto sano e non funzionale al raggiungimento dell’obiettivo clinico richiesto. L’utilizzo del laser ad erbio in questo caso di odontoiatria conservativa permette invece di operare col massimo comfort per paziente e dentista senza attaccare minimamente aree sane e adiacenti a quelle da trattare – come la polpa – aggiungendo invece ulteriore beneficio grazie alla capacità decontaminante e biostimolante del laser. Una volta terminata la fase di preparazione è possibile procedere con le tecniche previste dai protocolli restaurativi convenzionali per donare nuovamente serenità funzionale ed estetica al piccolo paziente.

Il trattamento laser che salva i tessuti

L’odontoiatria conservativa minimamente invasiva tramite tecnologia laser si posiziona come un nuovo ma strategico approccio che si lega a doppio filo con l’essenza della professione medica che mira al massimo comfort e mantenimento dei tessuti sani del paziente.
L’atraumaticità della tecnologia laser, combinata alla possibilità di intervenire anche in situazioni critiche nel pieno rispetto dei tessuti definisce il nuovo standard nel quale operare per il raggiungimento della massima soddisfazione del paziente e di integrità clinica del medico.

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